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Venerdi', 18 Agosto 2017

Esercito di Terracotta

Nel 1974, nei pressi dell’antica città di Xian, un contadino che stava scavando un pozzo fece un’insolita scoperta. Calò il secchio per vedere se aveva raggiunto l’acqua, ma quando lo tirò su vi trovò la testa di una statua di terracotta. Sembrava molto antica e il contadino si affrettò ad avvertire le autorità del luogo.

Il contadino non poteva saperlo, ma aveva appena fatto una delle più sensazionali scoperte archeologiche del Novecento. Gli scavi portarono alla luce migliaia di statue a grandezza reale, che raffiguravano soldati, ufficiali e cavalli di un misterioso esercito. Era l’Esercito di terracotta di Qin Shihuang, l’imperatore che riuscì per primo, nel 221 a.C., ad unificare l’enorme territorio cinese, e che è ricordato anche per aver iniziato la costruzione della Grande Muraglia.

Qin Shihuang, che nella cultura cinese è considerato come un imperatore malvagio e senza scrupoli, ordinò la costruzione di un intero esercito di terracotta e lo fece posizionare, in assetto da guerra, intorno al suo mausoleo. Ogni soldato è a grandezza d’uomo ed ha dei suoi specifici tratti somatici. Ogni statua, infatti, è la riproduzione di un vero soldato dell’esercito di Qin Shihuang. Il mausoleo fu completato in 11 anni grazie al lavoro di migliaia di artigiani, ai quali, per ringraziamento, venne tagliata la testa, in modo che non potessero ricreare un’opera così imponente.

Dal 1974 sono stati riportati alla luce circa 8.000 guerrieri di terracotta, ma si stima che migliaia di statue stiano ancora aspettando di essere scoperte. Gli scavi, dunque, non si sono ancora conclusi, poiché una parte delle statue, quella ridotta ad un ammasso di cocci, necessita di un meticoloso e lentissimo lavoro di restauro da parte degli archeologi. Vi è poi un altro problema. Quando vennero estratti dal suolo, i Guerrieri di Terracotta erano dipinti da tinture dai colori accesi, ma la tintura scomparve dopo poche ore a causa del contatto con l’aria. Prima di procedere con nuovi scavi, gli archeologi vogliono mettere a punto una tecnica che permetta di conservare i colori originali.

Il sito archeologico dell'Esercito di Terracotta è situato 16 chilometri ad ovest del centro di Xian. Per raggiungerlo si possono utilizzare i pullman turistici, gli autobus pubblici o i taxi. Nel complesso vi sono tre padiglioni principali, all’interno dei quali vi sono i siti degli scavi archeologici. Le statue si trovano, per la maggior parte, ancora negli scavi, nella posizione in cui furono scoperte, con l’esercito schierato per la battaglia. Soltanto alcuni guerrieri sono stati spostati dal punto in cui furono rinvenuti, e si trovano ora all’interno di una serie di vetrine espositive.

Gli scavi principali sono quelli della fossa n. 1, in cui si trovano oltre 6.000 guerrieri di terracotta. E’ qui che si può ammirare il grosso dell’esercito di Qin Shihuang, ordinatamente diviso tra fanteria, cavalleria e un reparto avanzato, composto da 210 soldati.

La fossa n. 2 è più piccola della n. 1, ma è altrettanto interessante. In quest’area sono stati rinvenuti circa 80 carri da guerra e 1.300 tra soldati e cavalli, oltre a migliaia di armi di bronzo. Le formazioni da battaglia di quest’area sono particolarmente complesse ed hanno aiutato gli storici ad approfondire le conoscenze sulle tecniche militari della Cina antica.

Nella fossa n.3 vi è soltanto un numero limitato di guerrieri, di carri e di cavalli, ma è qui che sono state rinvenute le statue raffiguranti generali e ufficiali. Era questo, infatti, il centro di comando dell’intero esercito. Gli archeologici, tuttavia, non sono riusciti a ritrovare la statua del comandante in capo. Potrebbe essere stata distrutta in tempi antichi, o più probabilmente, suggeriscono gli storici, era lo stesso imperatore a porsi alla testa del suo esercito.

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