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Lunedi', 11 Dicembre 2017

Sulle orme di Marco Polo

Duemila anni fa era la via di trasporto che collegava i due più grandi imperi dell’antichità, quello romano e quello cinese, permettendo alle merci dell’uno di essere vendute all’interno dei confini dell’altro. Nel medioevo il suo ruolo commerciale divenne ancora più importante: fu l’epoca delle carovane arabe ed europee che giunsero fino alla corte di Kublai Khan. Stiamo parlando della Via della Seta, un reticolo di percorsi terrestri, marittimi e fluviali che collegava l’Europa con la Cina, attraversando il Medio Oriente e l’Asia Centrale.

Gli 8.000 chilometri del viaggio, che poteva durare diversi anni, furono affrontati anche da un giovane mercante veneziano, Marco Polo, che fu il primo a descrivere la Cina agli europei. Poi, alcuni secoli dopo, la Via della Seta cadde definitivamente in disuso, a causa della creazione di nuove rotte marittime e della disintegrazione dell’Impero Mongolo. Furono gli esploratori europei, alla fine dell’Ottocento, a riscoprire il percorso e a dargli il nome di Via della Seta, poiché un tempo era di qui che passavano i drappi del prezioso tessuto diretti in Europa.

La Via della Seta attraversa la Cina settentrionale, superando il deserto del Taklamakan e arrivando fino alle attuali città di Xian e Pechino. I tratti più belli in territorio cinese attraversano la provincia occidentale dello Xinjiang. E’ la terra degli uiguri, una minoranza etnica che è di religione musulmana, parla una lingua imparentata con il turco ed è culturalmente vicina ai popoli dell’Asia Centrale.

Lo Xinjiang è un luogo arido e desolato, ma vanta panorami spettacolari: ne sono un esempio quello del deserto del Taklamakan o quello delle montagne del Pamir. Tra le città carovaniere della provincia la più affascinante è certamente l’antica Kashgar, in cui si trova, oggi come ieri, uno dei più grandi bazaar della Via della Seta. Per evitare il deserto del Taklamakan, a Kashgar la Via della Seta si divideva in due tronconi, con quello meridionale che attraversava le oasi di Hotan e Yarkand. I due percorsi si riunivano nei pressi di Turpan, una città carovaniera che conserva importanti testimonianze di due millenni di storia.

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