MondoCina.it

Lunedi', 11 Dicembre 2017

Gyantse

Un tempo era la terza città del Tibet, ma ormai è soltanto un sonnolento villaggio di 8.000 anime. E’ così che appare Gyantse ai viaggiatori che decidono di visitarla, e che solitamente vi sostano per qualche ora durante il trasferimento tra Lhasa e Shigatse.

Ma nonostante abbia perso l’importanza che ricopriva qualche secolo fa, Gyantse conserva ancora alcuni edifici degni di nota ed un’atmosfera tipicamente tibetana. Il complesso monumentale più importante è l’antico monastero di Palcho, che risale al 1418. Al suo interno vi è lo stupa più grande di tutto il Tibet, il Kumbum, che è costituito da nove piani e 76 cappelle.

Accanto ad esso vi è il tempio di Tsulaklakang, al quale si giunge percorrendo il viale in cui si trovano le ruote di preghiera. Soffermatevi ad ammirare le centinaia di dipinti murali che si trovano all’interno del complesso monastico e che sono chiaramente influenzati dall’arte nepalese. Gyantse, infatti, era un punto d’incontro per le diverse popolazioni che vivono tra queste montagne, poiché si trova all’incrocio tra le strade che conducono in Nepal, Sikkim e Bhutan.

Vale la pena di visitare anche i resti del forte di Dzong, situato in maniera scenografica sulla cima di un promontorio. Dal forte si gode di un’ottima vista sulla valle di Nyang Chu.

Scopri cosa devi fare per ottenere il visto cinese.

Vai alla pagina dei visti

Le più complete guide in italiano sui trasporti cinesi.

Vai alle guide sui trasporti

Questo sito utilizza cookie suoi e di terze parti per rendere la navigazione più facile e per inviare pubblicità in linea con le preferenze degli utenti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo dei cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando su uno qualsiasi dei suoi elementi o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’utilizzo dei cookie.