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Lunedi', 11 Dicembre 2017

Lhasa

In tibetano il suo nome vuole dire “Terra degli Dei”, un appellativo che può essere interpretato in diversi modi. La città di Lhasa è innanzitutto la capitale culturale e religiosa del Tibet, ed è il luogo più sacro al buddismo lamaista. E’ in questo senso che andrebbe letto il soprannome di “Terra degli Dei”.

Ma se volete, Lhasa è vicina agli dei anche perché è vicina al cielo, visto che è posizionata a 3.650 metri sul livello del mare. Una circostanza, quella relativa all’altitudine, che crea diversi problemi a coloro che decidono di visitarla. Scesi all’aeroporto, o dal treno con cabine pressurizzate proveniente dalla Cina orientale, avrete l’impressione di rimanere senza fiato. A queste altitudini l’aria è estremamente rarefatta e la percentuale di ossigeno è decisamente minore di quella della città dove siete cresciuti. Cercate di abituarvi in fretta alla vita ad alta quota. Se avete intenzione di visitare altre zone del Tibet, il mal di montagna provocato da Lhasa è soltanto un assaggio di ciò che vi aspetta.

Barkhor e tempio Jokhang. Lhasa vanta una storia di 1.300 anni ed è una città che conserva ancora la sua anima tibetana. Negli ultimi decenni in città sono sorti nuovi quartieri dalle linee architettoniche tipicamente cinesi, ma per immergervi nell’atmosfera di un tempo vi basterà passeggiare nel centro storico, lungo il percorso del Barkhor. I pellegrini buddisti lo percorrono in senso orario, tra splendidi edifici dalle pareti bianche, bancarelle che vendono prodotti d’artigianato e sale da tè che odorano di burro di yak.

Il percorso del Barkhor si snoda intorno al perimetro del Jokhang, il più sacro dei templi lamaisti. Il Jokhang è situato nel centro di Lhasa ed è un luogo di grande spiritualità. Al suo interno vi sono una serie di minuscole cappelle, di corridoi e di stanze occupate da statue e reliquie. Nel piazzale antistante, invece, è possibile osservare i fedeli che, prima di entrare nel Jokhang, si prostrano in terra per tre volte.

Potala. La principale attrazione di Lhasa si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico, su una collina che domina la città. E’ qui che è situato il magnifico palazzo del Potala, che è antico quanto Lhasa e che per secoli è stato la residenza del Dalai Lama. Il Potala impressiona ancor prima di entrarvi, poiché le sue dimensioni sono imponenti: l’edificio misura 400 metri per 350, mentre si erige per 120 metri sulla collina del Marpori.

Il complesso è costituito da un edificio centrale, che prende il nome di Palazzo Rosso, e da due ali laterali, che costituiscono il Palazzo Bianco. Al suo interno vi sono un migliaio di stanze, che sono distribuite su 13 piani e che sono riccamente arredate. Il Palazzo Rosso è il cuore del complesso ed un tempo era utilizzato per la meditazione e per lo studio delle scritture buddiste. Le sue parti più interessanti sono la Grande Sala Occidentale, che è decorata da dipinti murali, e le Tombe dei Tredici Dalai Lama, che ospitano statue magnifiche e imponenti.

Monasteri. La visita di Lhasa non è completa senza aver dato almeno un’occhiata ai tre principali monasteri che si trovano nei dintorni della città. Risale al XV secolo il monastero di Sera, che è situato nella parte settentrionale di Lhasa ed è gestito dai monaci della scuola dei Berretti Gialli. Il complesso è composto da decine di edifici, tra cui merita una nota la splendida sala Coqin. Se sarete fortunati potrete assistere ai dibattiti che i monaci tengono quotidianamente nel cortile del complesso.

Il monastero di Drepung è invece situato 5 chilometri ad ovest di Lhasa. Costruito nel 1416, Drepung copre un’area di 250.000 metri quadrati ed è uno dei complessi monastici più grandi di tutto il Tibet. A gestirlo sono i monaci della scuola Gelugpa, la stessa scuola dei monaci che gestiscono il monastero Ganden. Quest’ultimo complesso è situato a una cinquantina di chilometri da Lhasa ed è posizionato in maniera scenografica sul monte Wangbur. Per visitare Ganden vi servirà quasi un’intera giornata, a causa della sua distanza da Lhasa e delle sue dimensioni, ma ne vale la pena.

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