MondoCina.it

Venerdi', 20 Ottobre 2017

Mantra dal tetto del mondo

Dicono che sia il tetto del mondo perché in nessun’altra regione del globo c’è un’altitudine media di 4.900 metri. Il Tibet è posizionato lassù, tra le cime più alte e a due passi dal cielo, diviso tra la catena dell’Himalaya e un vastissimo altopiano desolato. I panorami della regione non temono confronti e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono sufficientemente vari. Perché sotto le cime innevate, o ai piedi dei ghiacciai, si incontrano lande con scarsissima vegetazione, laghi di colore blu intenso e deserti d’alta quota.

Vivere a quest’altitudine non è facile: l’aria è rarefatta e si fa fatica a respirare. Ma il popolo tibetano è riuscito ad adattarsi ed ha creato una cultura ricca e misteriosa, in cui la religione ha un ruolo centrale. I monasteri sono ancora il fulcro della società tibetana e il buddismo che si professa qui, quello lamaista, vive di riti sciamanici e di formule esoteriche. Viaggiando nelle regioni più remote del Tibet sembra che non sia cambiato nulla dai tempi di Songtsan Gampo, l’imperatore che unificò i territori dell’altopiano nel 604 d.C. L’Impero Tibetano, tuttavia, rimase unito soltanto per due secoli e nel 1240 cadde in mano alla dinastia mongola degli Yuan, che aveva già conquistato la Cina. E’ in quel momento che si sono uniti i destini di tibetani e cinesi, dando vita ad una relazione dal futuro turbolento.

Il Tibet è rimasto uno stato vassallo della Cina fino ai primi anni del Novecento. Poi, dopo 7 anni di occupazione britannica e 38 anni di indipendenza de facto, la regione è tornata sotto la sovranità cinese in seguito all’invasione del 1950. In questi anni il Tibet ha vissuto diversi momenti difficili, dalla rivolta del 1959, con la fuga in India del Dalai Lama, ai moti del 2008, qualche mese prima delle Olimpiadi di Pechino.

Ma nonostante questi avvenimenti, il Tibet resta una regione abbastanza sicura e per i viaggiatori è una sorpresa continua. Il viaggio inizia solitamente da Lhasa, la capitale tibetana, con i suoi monasteri e il magnifico tempio Jokhang. Tra gli itinerari più suggestivi c’è quello lungo la Friendship Highway, che collega il Tibet con il Nepal. La strada passa per le antiche città di Gyantse e Shigatse, per poi inerpicarsi sull’Himalaya passando nelle vicinanze del monte Everest.

Scopri cosa devi fare per ottenere il visto cinese.

Vai alla pagina dei visti

Le più complete guide in italiano sui trasporti cinesi.

Vai alle guide sui trasporti

Questo sito utilizza cookie suoi e di terze parti per rendere la navigazione più facile e per inviare pubblicità in linea con le preferenze degli utenti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo dei cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando su uno qualsiasi dei suoi elementi o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’utilizzo dei cookie.