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Venerdi', 18 Agosto 2017

Giardini di Yu

Ponti laccati di rosso, pagode finemente decorate e laghetti che si aprono nella vegetazione. I Giardini di Yu, situati nella Vecchia Shanghai, sono il luogo giusto per fuggire dalla confusione delle aree più trafficate della città, anche se nel fine settimana sono letteralmente presi d’assalto da turisti e coppiette.

Lo Yuyuan, nome cinese del parco, è uno degli esempi più alti di giardino cinese, con le sue linee e i suoi ambienti che ricordano i celebri giardini di Suzhou. Ad allestirlo fu Pan Yundan, proveniente da una famiglia di alti funzionari della dinastia dei Ming, che vi lavorò per quasi vent’anni. Pan allestì il giardino per i suoi anziani genitori, e tra il 1559 e il 1578 creò per loro un’oasi di pace dove gli elementi si uniscono in maniera armonica.

Nel corso dei secoli i giardini Yu sono stati occupati, e in parte distrutti, da quasi tutti gli eserciti che sono entrati a Shanghai. Alla metà dell’Ottocento, il parco fu occupato prima dai britannici, durante la Prima Guerra dell’Oppio, e quindi dai soldati imperiali cinesi, durante la rivolta dei Taping. Poi, durante la II Guerra Mondiale, lo Yuyuan cadde in mano ai giapponesi, che avevano bombardato e occupato Shanghai. Ma nonostante i danni arrecati dai soldati, i giardini di Yu continuano ad essere uno dei luoghi più suggestivi di Shanghai.

I giardini di Yu si estendono su un’area di 20.000 metri quadrati. Appena entrati, i visitatori rimangono colpiti da un giardino roccioso alto 15 metri, dalla cima del quale si gode di un’ottima vista sullo Yuyuan. E’ interessante anche il padiglione di Sansui, il più ampio del parco, che conta cinque sale decorate con grande gusto. Attraverso un sistema di ponti e corridoi, si passa quindi accanto al grazioso padiglione Yule e alla splendida sala Wanhua, la sala dei mille fiori. Merita una foto anche la Roccia di Giada, con i suoi 72 buchi. All’interno dei Giardini di Yu vi sono anche alcuni piccoli ristoranti ed un negozio che vende artigianato cinese. Il consiglio è di recarsi qui nei giorni lavorativi, quando il numero dei visitatori è limitato.

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