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Lunedi', 11 Dicembre 2017

Tai Shan

L’ascesa al Tai Shan, la più sacra delle montagne taoiste, è un’esperienza che vi permetterà di calarvi a pieno nella cultura cinese. Il Tai Shan è la montagna del paradiso, è il punto di contatto tra la Terra e il Cielo, e i 6.293 gradini che conducono alla vetta hanno visto il passaggio di numerosi imperatori.

Anche Mao Zedong ha conquistato la cima, dalla quale, scrutando l’orizzonte, avrebbe pronunciato una celebre frase: “L’Oriente è rosso”. La scalinata che conduce alla vetta si snoda tra una ventina di templi e vedute suggestive, ed è sempre affollata di pellegrini e turisti. La salita è abbastanza agevole, ma chi non è allenato rimarrà probabilmente senza fiato. Il consiglio è di non scoraggiarsi, neanche quando verrete superati da un gruppo di atletici vecchietti cinesi.

Il Tai Shan è la montagna più visitata di tutta la Cina. Non c’è da stupirsi, dunque, se sulla vetta sono sorti una serie di alberghi e di guesthouse, oltre a ristoranti e negozi di souvenir. La cima si trova a 1.543 metri di altitudine, per un dislivello dalla base di 1.395 metri. Vi basterà una giornata per ascendere il Tai Shan, ma vale la pena di pernottare sulla vetta per assistere, il mattino successivo, allo spettacolo dell’alba. Se non ve la sentite di affrontare l’ascesa, potete sfruttare il sistema di funivie che collega la cittadina di Taian con la cima della montagna, o salire in bus fino a metà scalinata e di lì proseguire a piedi verso la vetta.

Il pellegrinaggio verso la cima del Tai Shan inizia a Taian, la cittadina che si trova ai piedi del monte. E’ qui che è situato il Dai Miao, uno dei templi più importanti del taoismo. Il complesso del Dai Miao si estende su una superficie di 96.000 metri quadrati ed è, insieme alla Città Proibita di Pechino e agli edifici confuciani di Qufu, uno dei più grandi complessi architettonici della Cina antica. In questo sito vi era un luogo di culto taoista già nel III secolo a.C., ma il tempio è stato profondamente modificato nel corso dei due millenni successivi. Prima di incamminarvi verso il Tai Shan, date un’occhiata all’affresco che si trova all’interno del Palazzo della Benedizione Celeste: risale all’XI secolo e raffigura il dio del Tai Shan in viaggio verso la vetta.

Per raggiungere la montagna dovete percorrere un lungo viale in salita. Incontrerete dunque la Prima Porta Celeste, che indica la via verso il Cielo e che si trova all’inizio della scalinata verso la vetta. In quest’area vi sono una serie di templi, tutti di dimensioni relativamente modeste. La scalinata si inerpica quindi tra i boschi e dopo alcune migliaia di gradini arriva finalmente alla Porta Celeste del Centro, che si trova a metà strada tra la base e la cima. Approfittatene per riprendere fiato o per sorseggiare una bibita nel ristorante che si trova nei pressi della porta.

L’ultima parte della salita è anche la più dura. I gradini si fanno più ripidi, mentre si incontrano una serie di antiche iscrizioni, tra cui quella che ricorda che questo è il “luogo in cui si diventa immortali”. Merita una sosta il Padiglione dei Cinque Pini. La leggenda dice che si fermò qui anche l’imperatore Qin Shihuang, lo stesso della Grande Muraglia e dei Guerrieri di Terracotta. Sorpreso da una tempesta, Qin Shihuang nominò ministri i cinque pini sotto i quali aveva trovato riparo.

Al termine dell’ultimo tratto della scalinata vi è la Porta Celeste del Sud, che si trova poco prima della cima. Oltre la porta incontrerete un tempietto, una serie di iscrizioni su pietra e un agglomerato di alberghi, ristoranti e negozi. Proseguite lungo la scalinata e finalmente arriverete a due piccoli templi, quello delle Nubi Azzurre e quello dell’Imperatore di Giada. Per i pellegrini cinesi è questo uno dei punti in cui la Terra incontra il Cielo.

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