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Lunedi', 11 Dicembre 2017

La culla della civiltà cinese

Secondo un proverbio cinese nella Cina meridionale vi sono “molte montagne, molti fiumi e molti saggi”. Lo stesso proverbio aggiunge che nello Shandong vi sono “una montagna, un fiume e un saggio”. Il riferimento è al Tai Shan, al Fiume Giallo e a Confucio, che rappresentano l’anima religiosa, geografica e culturale della Cina antica. E’ in questa popolosa provincia nord-orientale, situata tra Pechino e Shanghai, che si è sviluppata la civiltà destinata a dominare su un territorio vastissimo.

Lo Shandong è innanzitutto la patria di Confucio, il più venerato dei filosofi cinesi, che nacque 2.500 anni fa nella cittadina di Qufu. Gli insegnamenti confuciani sono ancora alla base della società cinese e Qufu, con i suoi palazzi e i suoi templi, è tornata ad essere un polo d’attrazione per fedeli e studiosi, dopo essere stata messa al bando durante la Rivoluzione Culturale. Nello Shandong vi è anche la più sacra delle montagne taoiste: il Tai Shan, il luogo dove la Terra incontra il Cielo. Arrampicarsi fino alla sua cima, seguendo i pellegrini e i turisti, in maggioranza cinesi, è un’esperienza che permette di osservare le tradizioni di un paese che sembra ormai votato al futuro.

Ma lo Shandong non è solo passato, e un viaggio da queste parti non è esclusivamente un viaggio di natura culturale. Oltre ai templi confuciani e alle montagne taoiste, lo Shandong riesce ad offrire anche un po’ di relax e qualche divertimento. Il luogo giusto per trovarli è Qingdao, che non ha nulla a che vedere con le radici culturali della Cina. Qingdao è una città dall’aspetto coloniale, che le deriva dal periodo in cui era una concessione tedesca, ma è anche una delle località balneari più apprezzate della Cina settentrionale. Senza dimenticare che è qui che viene prodotta la Tsingtao, la birra cinese più venduta in patria e all’estero.

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