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Lunedi', 11 Dicembre 2017

798 Art District

La 798 è il luogo che descrive l’anima moderna di Pechino con maggiore efficacia. Negli ambienti di una fabbrica abbandonata, situata nel quartiere nord-orientale di Dashanzi, vi è ora il laboratorio artistico più importante di tutta la Cina, un centro d’avanguardia dove ammirare le opere dei più famosi artisti cinesi contemporanei.

Tanto per fare un nome, espone qui anche il pittore e scultore Yue Minjun, famoso da New York a Londra per i suoi costosissimi autoritratti, in cui spesso si raffigura mentre ride. Un gusto artistico, quello della 798, che è certamente lontano da quello che ha ispirato la costruzione della Città Proibita o del Tempio del Cielo, ma che è sintomatico della Cina moderna. E’ qui che potete percepire il fermento culturale che si respira nella Pechino del nuovo millennio.

La 798 è composta da padiglioni ed edifici industriali separati tra loro da viali alberati, in cui si incontrano sculture ed opere d’arte. All’interno dell’ex fabbrica vi sono più di un centinaio di gallerie, oltre a librerie, caffetterie e negozi. Spesso, inoltre, la 798 ospita eventi particolari, come mostre temporanee, sfilate di moda e rave party. Vi sono anche diverse gallerie straniere, tra cui l’italiana Galleria Continua.

STORIA. Le strutture che ospitano la 798 facevano parte, fino a vent’anni fa, di una fabbrica che produceva componenti elettronici per uso civile e militare. Costruito negli Anni ’50 con l’aiuto della Germania Est, il complesso industriale era all’avanguardia sia per tecnologia, sia per le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Poi, tra la fine degli Anni ’80 e l’inizio degli Anni ’90, la fabbrica è stata costretta a chiudere i battenti, a causa della concorrenza innescata dalle riforme economiche di Deng Xiaoping.

Sembrava che la 798 fosse destinata ad essere smantellata del tutto, ma un evento ne ha cambiato la sorte: nel 1995 l’Accademia Cinese di Belle Arti, che era in cerca di locali a prezzi economici, ha occupato uno dei padiglioni dell’ex complesso industriale. Nei mesi successivi un numero crescente di artisti si è trasferito nelle strutture abbandonate della fabbrica, che si è trasformata nel più grande laboratorio di arti figurative di tutta la Cina.

La 798, dunque, è tornata all’avanguardia, ma questa volta in campo artistico. Inizialmente il governo cinese ha guardato con sospetto a questi giovani, ma è stato costretto a tollerare il fenomeno quando la 798 ha conquistato una fama internazionale. A partire dal 2001, numerosi artisti stranieri hanno aperto le loro gallerie nei locali dell’ex fabbrica, concorrendo alla folle impennata dei prezzi d’affitto dei suoi capannoni.

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