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Venerdi', 18 Agosto 2017

Tempio del Cielo

Nella Cina imperiale non vi era luogo più sacro e ancestrale del Tempio del Cielo. Il complesso religioso, situato 3 chilometri a sud di piazza Tiananmen, non è solo un raffinato esempio di architettura Ming, con le sue pagode di legno costruite senza utilizzare chiodi.

Il tempio è stato progettato seguendo ferrei principi di numerologia e di feng shui, l’arte geomantica che individua i luoghi e i modi propizi per erigere edifici. In questo senso i luoghi occupati dal tempio sono la massima espressione del feng shui: i geomanti che parteciparono alla sua costruzione, tra il 1406 e il 1420, decretarono che è in questo punto che la Terra incontra il Cielo. Il Tian Tan, nome cinese del complesso, fa parte del progetto di ristrutturazione di Pechino attuato all’inizio del XV secolo, quando l’imperatore Yongle vi ritrasferì la capitale. Il complesso fu costruito contemporaneamente alla Città Proibita e per cinque secoli è stato utilizzato per i riti propiziatori dell’imperatore, che non a caso era il Figlio del Cielo. La gente comune non aveva accesso al tempio, che era retto da ufficiali di culto taoista. I riti di unione tra terra e cielo, tuttavia, fanno parte delle tradizioni cinesi da ancor prima che si diffondesse il taoismo.

La cerimonia per un buon raccolto. Gli imperatori delle dinastie Ming e Qing si recavano al Tempio del Cielo due volte all’anno, ma vi tornavano una terza volta se durante l’estate vi era troppa siccità. Il rituale più importante era quello per un buon raccolto che si teneva durante il solstizio d’inverno. L’imperatore digiunava per tre giorni, due dei quali li trascorreva all’interno della Città Proibita. Durante il terzo giorno si recava al Tempio del Cielo, seguendo un programma che scandiva minuziosamente i riti, i gesti e perfino i movimenti da compiere: ogni errore rispetto al programma era interpretato come di cattivo auspicio.

L’imperatore attraversava in corteo una Pechino deserta, poiché alla gente comune era dato ordine di rimanere serrata in casa, e trascorreva la notte nella Sala dell’Astinenza, che si trova nei pressi della porta occidentale. Il mattino successivo, due ore prima dell’alba, iniziava la cerimonia vera e propria, che si teneva presso l’Altare Circolare. La cerimonia prevedeva nove fasi e l’offerta sacrificale di animali. Era scandita dal suono dei tamburi e fuochi altissimi illuminavano la buia mattina invernale. Era in questo modo che l’imperatore si metteva in contatto con il Cielo, a cui chiedeva un’annata ricca e prosperosa.

La visita. Il Tempio del Cielo si trova in un parco di 2,7 km² ed è ormai soltanto un’attrazione turistica, poiché è da un secolo che non ospita funzioni religiose. Ogni edificio che vi si trova è stato costruito secondo una precisa simbologia e la forma stessa del parco, che è semicircolare a nord e quadrata a sud, rappresenta l’incontro tra il cielo e la terra: per i cinesi il cerchio è il simbolo del cielo, mentre il quadrato è il simbolo della terra.

Entrando dalla porta occidentale il primo padiglione che si incontra è quello della Sala dell’Astinenza, dove l’imperatore trascorreva la notte precedente alla cerimonia per il solstizio d’inverno. A sud, invece, c’è l’Altare Circolare, una piattaforma di marmo bianco costituta da tre terrazze concentriche, che rappresentano la terra, gli esseri mortali e il cielo. E’ qui che si svolgevano i riti sacrificali, durante i quali il trono dell’imperatore veniva posto al centro della terrazza più alta. Questo punto era considerato come il centro della terra. L’altare è composto da una serie di lastre di marmo, divise tra loro in anelli in numeri multipli di nove, poiché il nove è il numero che per i cinesi tende all’infinito, e quindi al cielo. Proseguendo verso nord si arriva alla Celeste Volta Imperiale, una pagoda ad un solo tetto, e intorno ad essa c’è il famoso muro dell’eco, di forma circolare. L’acustica del luogo dovrebbe permettere a una persona posizionata ad un’estremità di ascoltare le parole sussurrate da una persona posta all’altra estremità. Ma il numero di turisti, e il chiasso da loro prodotto, non permette di sperimentare il fenomeno.

La Sala della Preghiera per un Buon Raccolto. Nella zona settentrionale del parco c’è l’edificio simbolo del Tempio del Cielo, la Sala della Preghiera per un Buon Raccolto, che ha un’altezza di 38 metri e una circonferenza di 30 metri. La pagoda è dotata di tre tetti spioventi di colore blu, per richiamare il colore del cielo, e poggia su una terrazza circolare che si trova su una base di forma quadrata. Ancora una volta, i cerchi e i quadrati rappresentano l’unione tra la terra e il cielo.

L’edificio è un gioiello architettonico, poiché è stato costruito senza utilizzare chiodi, ed è completamente di legno. Sono molto pregevoli le decorazioni di diversi colori che sono state disegnate all’interno e all’esterno della sala. L’edificio che vedete, tuttavia, risale quasi per intero al 1889. In quell’anno un fulmine si abbattè sulla Sala della Preghiera, causando un incendio che distrusse l’edificio originale quasi del tutto. Gli indovini di corte dissero che era il segno che il regno di Guanxu, l’imperatore dell’epoca, sarebbe andato incontro a terribili sventure. Gli indovini non si sbagliavano, visto che il regno di Guanxu segnò l’inizio della fine della dinastia Qing.

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