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Venerdi', 18 Agosto 2017

Una capitale e tre anime

Caotica ma affascinante. Antica e allo stesso tempo moderna. Pechino è il cuore della Cina ed è il luogo dove sono più evidenti i contrasti provocati dal boom economico del gigante asiatico. A Pechino incontrerete uomini d’affari vestiti in modo impeccabile, con il laptop nella borsa e la Ferrari parcheggiata sotto casa. Ma a Pechino incontrerete anche senza tetto e diseredati, che vivono per strada elemosinando pochi yuan al giorno. Sono le contraddizioni della nuova Cina, che a Pechino sembrano più stridenti. 

C’è poi una questione architettonica a rimarcare il fatto che la città vive di contrasti. Eletta a capitale della Cina unificata per la prima volta nel XIII secolo, Pechino è stata costretta ad adattarsi, nel corso di ottocento anni, ai gusti e alle esigenze di chi deteneva il potere. E’ per questo che nella stessa città convivono magnifici palazzi di epoca imperiale, edifici austeri voluti dalla dirigenza comunista e grattacieli dalle forme audaci che sottolineano il ruolo della nuova Cina. Sono i simboli tangibili delle tre anime di Pechino. Eppure vi è qualcosa in comune tra la Città Proibita, piazza Tiananmen e il quartiere finanziario di Guomao: è il senso di grandezza e di vastità che avvolge questi luoghi.

In novecento anni la città si è estesa a dismisura e conta ormai 20 milioni di abitanti. Pechino è divenuta una metropoli, con distese di palazzi tutti uguali, cinque raccordi anulari concentrici e un traffico che può innervosire chiunque. Ma la città riesce ancora una volta a stupire per i suoi contrasti. E così, per dimenticare il traffico e il cemento, basta passeggiare tra i vicoli e gli edifici bassi che si trovano nella vecchia Pechino, intorno al lago di Hou Hai, una perla paesaggistica incastonata all’interno della città.

Pechino è la capitale del paese a cui tutto il mondo guarda con un po’ di paura e con tanto interesse. Questa centralità, che la metropoli ha già avuto nei secoli passati, ha portato Pechino a divenire una città multietnica, dove si incontrano stranieri provenienti dai cinque continenti. E ha stimolato un grande fermento culturale, permettendo a Pechino di trasformarsi in una capitale dell’arte, della musica e del divertimento. Per respirare il fermento della città bisogna concedersi una visita alla 798, l’ex fabbrica convertita a laboratorio artistico, o bisogna unirsi ai pechinesi che il venerdì sera affollano i locali notturni di Sanlitun.

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